Perché ti possiedo e no

Perché ti possiedo  e no perché ti penso perché la notte è qui ad occhi aperti perché la notte passa e dico amore perché sei qui a riprendere la tua immagine e sei migliore di tutte le tue immagini perché sei bella dai piedi fino all’anima perché sei buona dall’anima fino a me perchè dolceContinua a leggere “Perché ti possiedo e no”

Ora il fuoco d’autunno

Ora il fuoco d’autunno brucia lento lungo i boschi, e giorno dopo giorno le foglie cadono e s’impoltigliano e notte dopo notte il vento minaccioso geme nelle serrature e racconta di campi vuoti, di montane solitudini, di ondate ampie e cupe. Ora si sente la potenza della malinconia,  più tenera nei suoi umori d’ogni gioiaContinua a leggere “Ora il fuoco d’autunno”

Vaghe stelle dell’Orsa

 Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea tornare ancor per uso a contemplarvi sul paterno giardino scintillanti, e ragionar con voi dalle finestre di questo albergo ove abitai fanciullo, e delle gioie mie vidi la fine. Quante immagini un tempo, e quante fole creommi nel pensier l’aspetto vostro e delle luci a voi compagne! allora che,Continua a leggere “Vaghe stelle dell’Orsa”

Conosco delle barche

Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza. Conosco delle barche che arrugginiscono in porto per non aver mai rischiato una vela fuori. Conosco delle barche che si dimenticano di partire hanno paura del mare a furia di invecchiare e le onde non le hannoContinua a leggere “Conosco delle barche”

Desiderio e abbandono

Desiderio vuol dire attesa che si inoltra di poco – nelle spire irrisolte di un’altra eterna scelta: latte? limone? Con astuzia provvedo che la sorte non esca dalla tazza. Mi hai insegnato che abbandonarsi è una scommessa e la riuscita deriva dallo stupore la conchiglia si meraviglia di se stessa rivelando all’interno che non haContinua a leggere “Desiderio e abbandono”

La mia sera

Il giorno fu pieno di lampi;ma ora verranno le stelle,le tacite stelle. Nei campic’è un breve gre gre di ranelle.Le tremule foglie dei pioppitrascorre una gioia leggiera.Nel giorno, che lampi! che scoppi!         Che pace, la sera! Si devono aprire le stellenel cielo sì tenero e vivo.Là, presso le allegre ranelle,singhiozza monotono un rivo.Di tuttoContinua a leggere “La mia sera”