Ho conosciuto Henry Miller

“Ho conosciuto Henry Miller. È venuto a colazione con Richard Osborn, un avvocato che avevo dovuto consultare a proposito del contratto per il mio libro su D. H. Lawrence.  Mi è piaciuto subito, non appena l’ho visto scendere dalla macchina e mi è venuto incontro sulla porta dove lo stavo aspettando.  La sua scrittura èContinua a leggere “Ho conosciuto Henry Miller”

All’improvviso tutti gli altri…

E in questi tempi, affannati e difficilissimi, fatti di fretta, umori e psicologia, è pressoché impossibile “conoscere” se stessi.  All’improvviso tutti gli altri sono molto sposati e felici, e una si ritrova molto sola e amareggiata a mangiare ogni mattina un uovo sodo insipido in solitudine e a pitturarsi una bocca rossa per lanciare sorrisi-tantoContinua a leggere “All’improvviso tutti gli altri…”

Martedì 1 ottobre 1957

Io ho questo demone che vorrebbe vedermi scappare urlando come se fossi sul punto di cedere, di fallire. Vuole farmi pensare di essere tanto brava da dover essere perfetta. O niente. Al contrario, io sono qualcosa: una persona che si stanca, che deve combattere la timidezza, che ha moltissimi problemi nell’affrontare il prossimo con disinvoltura.Continua a leggere “Martedì 1 ottobre 1957”

E allora impara a vivere

“E allora impara a vivere. Tagliati una bella porzione di torta con le posate d’argento. Impara come fanno le foglie a crescere sugli alberi. Apri gli occhi. […] Impara come fa la luna a tramontare nel cielo della notte prima di Natale. Apri le narici. Annusa la neve. Lascia che la vita accada.” Sylvia PlathContinua a leggere “E allora impara a vivere”

Luglio 1950 (Diario)

Questa che propongo è una pagina da “Quaderni e diari – 1950/1973) di Hannah Arendt – Neri Pozza Editore. “Luglio 1950 Paragonata all’eternità passata, che era prima che noi fossimo, e all’eternità futura, che sarà dopo che noi saremo stati, la nostra intera esistenza qui è pura presenza. Vivere realmente significa realizzare questo presente: unContinua a leggere “Luglio 1950 (Diario)”

Dicembre – Marzo 1950 (Diario)

Dal “Mestiere di vivere” – diario di Cesare Pavese: “1° dicembre 1949 Passeggiando sul lungo Po, davanti ai Monti dei Cappuccini. Imbrunire nebbioso, le ville scompaiono, restano i dorsi scuri, irsuti dei colli, selvaggi, sfumati. A che serve questa bellezza – che cosa significa almeno? Tornano in mente i pensieri sul selvaggio superstizioso, sulla irrealtàContinua a leggere “Dicembre – Marzo 1950 (Diario)”

2 gennaio (Diario)

“Ieri non ho avuto tempo di scrivere perché c’è stata una quantità di visite, noiose a maggior parte, i Liste e i Trobisch; Julia Tr. è una stupidissima creatura e credo che non sappia niente di quelle cose: a Annie manca un venerdì e Lotte è l’unica sopportabile. Però, siccome abbiamo fatto dei giochi diContinua a leggere “2 gennaio (Diario)”