Le stagioni dei cinni

Riporto un piccolo stralcio da Le stagioni dei cinni di Claudio Bolognini 

“Al tempo dei cinni, i mesi scivolavano lentamente, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, ora dopo ora, persino i minuti duravano un’eternità e le stagioni, come d’incanto, recavano con sé una nuova meraviglia.

Il primo giorno dell’anno era riservato agli auguri casa per casa. Era concesso unicamente ai maschi perché tutti dicevano che le femmine portavano sfortuna solo a vederle per strada.”

La fine dell’estate era decretata dalle prime radiocronache di tutto il calcio minuto per minuto. 

L’inizio ufficiale dell’autunno, invece, era sancito dal primo giorno di scuola. Anche se il calendario gregoriano reclamava fin dal ventun settembre il suo diritto alla stagione autunnale, il primo d’ottobre, con l’apparire dei primi scolari, ufficializzava l’inizio dell’autunno.

Prima, infatti, era sempre e comunque estate perché estate stava a significare “vacanze scolastiche”.

Il grappolo d’uva si mangiava solo in autunno, le ciliegie solo a maggio e solo come premio. Le fragole si mangiavano unicamente a fine aprile e non tutto l’anno, ogni stagione portava con sé il suo esclusivo sapore.

Tratto da: Le stagioni dei cinni di Claudio Bolognini – Minerva Edizioni

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