Il piccolo cane nero


Mi chiedo se Cristo avesse un piccolo cane nero tutto riccioluto e lanoso come il mio,
con due lunghe e seriche orecchie, un naso umido e rotondo e due teneri occhi marroni e scintillanti. 

Sono sicuro, se lo avesse avuto, che quel piccolo cane nero avrebbe saputo sin dal primo istante che egli era Dio; che non avrebbe avuto bisogno di alcuna prova della divinità del Cristo, ma che avrebbe semplicemente venerato il suolo su cui lui fosse passato.

Ho paura che non lo avesse, perché ho letto come egli pregasse nell’orto da solo poiché tutti i suoi amici erano scappati, persino Pietro, quello detto “una roccia”. 

E, oh, sono sicuro che quel piccolo cane nero, con un cuore tanto tenero e caldo, non lo avrebbe lasciato soffrire da solo, ma spuntandogli da sotto il braccio, avrebbe leccato le care dita, strette nell’agonia. E, aspettandosi qualche coccola, ma incerto, quando egli fu portato via, gli avrebbe trottato dietro seguendolo fin sulla Croce.

Edward Bach (Le opere complete)

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