La memoria

“I ricordi sono costruzioni: crescono e maturano con il progredire della nostra vita.
State sempre in guardia contro la certezza del “Lo ricordo come se fosse ieri”.

Che la memoria talvolta debba essere sollecitata è una cosa di cui William James si era già reso conto nel XIX secolo:

“Immaginate che resti zitto per un momento e poi vi ordini con voce autorevole: Ricorda! La vostra memoria obbedisce all’ordine e produce una immagine del passato?

Certamente no. Resta lì, attonita e domanda

Che cosa dovrei ricordare, esattamente?

In poche parole, le serve una indicazione. La memoria non risponde a comando, ma si lascia guidare dagli stimoli. Non serve chiedere alla memoria che cosa l’abbia sollecitata, perché solo di rado riesce ad identificare il suggerimento occulto”.

“Quando cominciamo a frugare nella memoria in cerca di qualcosa che abbiamo dimenticato, entriamo in uno strano regno psichico detto rimozione.

Il concetto di rimozione dipende da una certa forza di spirito. I sostenitori di questa teoria credono nella capacità dello spirito di difendersi contro certi eventi troppo drammatici che minacciano di sopraffarlo, rimuovendo determinate esperienze ed emozioni della coscienza”.

La nostra mente sembra aprire delle porte, mentre di fatto ne chiude altre. Il fenomeno si chiama amnesia.

Parte della memoria, la memoria cosciente, non ricorda gli eventi, mentre un’altra parte, quella inconscia, funziona in modo indipendente dalla prima, e i ricordi del trauma, riaffiorano sotto forma di sogni o sentimenti d’ansia.”

(Estrapolato da “DE REUNIE” di Simon Van der Vlugt – Feltrinelli Editore)

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