Seconda vista

“Tutto ruota intorno al dramma di chi, come Kafka, Dostoevskij, Pasolini, è condannato a vivere una vita da esule nel mondo, proprio perché in possesso di ‘seconda vista’ che ha loro permesso di comunicare, come nessuno psicologo riuscirà mai a fare, le passioni segrete dell’Io, le sue cadute, le perversioni e le aspirazioni.

Questo fenomeno racchiude il segreto della loro vocazione, e spiega le motivazioni che spingono molti scrittori, in maniera diversa e per fortuna non sempre così lacerante, a scrivere.

Jorge Semprun, poeta e scrittore sopravvissuto alle deportazioni naziste diceva: “Io non possiedo altro che la mia morte, per dire la mia vita. È necessario che io crei della vita, attraverso questa mia morte e, il modo migliore per giungere a questo, è la scrittura”

Da “Oltre la terapia psicologica” di Aldo Carotenuto – Bompiani, pp. 365

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